«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

martedì 27 settembre 2011

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Perche’ le donne sono uno scopo, e gli uomini soltanto un mezzo? - II parte


Nel tentativo di dare una risposta al perche’ la pressione evolutiva abbia creato certe diversita’ e non altre, nella prima parte, ho voluto descrivere il diformismo tra maschi e femmine soprattutto dal punto di vista fisico. Da questo post in poi, iniziero’ ad affrontare il discorso dal punto di vista dei comportamenti e delle attitudini, in quanto il diformismo fisico e somatico necessario affinche’ il meccanismo della procreazione sessuale funzioni, va di pari passo anche con una diversa cognizione, di uomini e donne, che riguarda molti aspetti legati all'interazione fra i due generi (iniziando dall'interazione sessuale) e anche al modo di rendere l'ambiente sociale circostante piu’ aderente alle proprie esigenze procreative. Anch'esse, come chiaramente si puo’ evincere, dimorfiche.

domenica 25 settembre 2011

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Perche’ le donne sono uno scopo, e gli uomini soltanto un mezzo? - I parte


La donna per l'uomo e’ uno scopo, l'uomo per la donna e’ un mezzo”, scriveva Alphonse Karr. Questa frase, che ho letto in questi giorni in un blog, mi e' piaciuta perche' riassume una grande verita’, ma anche se poche, semplici, parole possono bastare a dare un senso al concetto, credo sia segno di pigrizia accettare passivamente un aforisma senza porsi almeno una domanda: perche'?

Cio’ a cui davvero non so sottrarmi, da sempre, e' l'andare alla ricerca dei motivi per i quali le cose sono congegnate in un certo modo piuttosto che in un altro, in quanto sono convinta che la nostra sostanza di esseri umani, quella che viene chiamata “anima”, che ci contraddistingue dagli animali, non stia affatto nell’accettazione passiva di cio’ che spesso per pigrizia non comprendiamo e per vanita' fingiamo di comprendere, ma nel cercare di dare una spiegazione alle cose. Di capirne le ragioni.

sabato 24 settembre 2011

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Papponi e maltrattatori


Una donna e’ sfruttata da un pappone quando la loro relazione e’ subordinata al fatto che deve esercitare la prostituzione rinunciando a tutto o parte del suo guadagno per darlo a lui. Lo sfruttamento della prostituzione, si sa, e’ un reato che viene punito severamente in ogni parte del mondo “civile”, e al di la’ dell’aspetto economico che puo’ essere di varia natura (non sempre lo sfruttatore fa prostituire la donna per denaro), esistono dei comportamenti psicologici che sono similari, sia che si tratti dello stereotipato magnaccia di ragazze che esercitano in strada o in appartamento, sia che si tratti di magnaccia di prostitute d’alto bordo.

mercoledì 21 settembre 2011

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Hungarikum


"Hungarikum" e’ un termine che si riferisce a qualcosa di caratteristico e tipicamente ungherese e nasce dalla combinazione di due parole: "Hungaria" e "unikum". Normalmente, viene usato per i prodotti alimentari, le bevande, i vestiti tradizionali, ma puo’ anche essere utilizzato per altro, come per le piante, gli animali, gli usi e i costumi, l’arte e tutto cio’ che comprende il variegato patrimonio culturale dell’Ungheria.

venerdì 16 settembre 2011

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Le donne lo sanno fare meglio


Il titolo potrebbe anche far pensare ad una provocazione e qualcuno (lo immagino) avra’ subito pensato a quello che immediatamente viene in mente. Ma il post di oggi non vuol essere riferito tanto a cio’ che le donne sanno fare meglio da sempre, quello che gia' sappiamo e su cui non esistono dubbi, quanto a cio’ che le donne saprebbero far meglio laddove gli uomini hanno la millenaria convinzione di essere loro ad eccellere.

sabato 10 settembre 2011

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Immagini sbiadite di una citta’ invisibile


A láthatatlan város”, la citta’ invisibile, pare una contraddizione in termini. Se una citta’ esiste, come puo’ essere invisibile? Come possono le sue case, le strade, le piazze, gli abitanti, sparire? La citta’ invisibile pero’ esiste: e’ quella che c’e’ dentro di noi.

giovedì 8 settembre 2011

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Una libera decisione


- Ho preso una decisione. Per un po’ di tempo non verro' qui. Percio' non ci vedremo. Ho bisogno di un periodo di riflessione. Credo che stare per conto mio mi fara’ bene. Non ho voglia di vedere nessuno, ne’ di parlare con nessuno. Mi conosco: la solitudine mi aiutera’ a rigenerarmi. Spero non ti dispiaccia.

domenica 4 settembre 2011

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La vera differenza che c'e' fra l'uomo e la donna


Ci sono delle volte in cui mi capita di pensare a cose strane. Inutili. Ad esempio, penso a quanto siano diverse le donne dagli uomini, e non mi riferisco tanto a cio’ che e’ piu’ facilmente visibile, o intuibile, quanto a quegli aspetti che rimangono occultati dei quali solitamente non ci si accorge a meno che, come me, non si abbia questa passione un po’ irragionevole per “scovare le differenze”, come se si trattasse di un gioco enigmistico.

giovedì 1 settembre 2011

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Risposta aperta da parte del Tafanus


Ogni tanto, mi piace farmi un giro in qualche blog che ritengo particolarmente interessante per il modo intelligente con cui affronta argomenti di carattere sociale e politico e, quando ho tempo, vi lascio qualche commento, cosi' per alimentare la discussione.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)